Lanciano, città del Miracolo, dell'arte, della musica e delle fiere


La città di Lanciano vanta una storia millenaria. Fu fondata, prima di Roma, da Solima, mitico compagno di Enea, che la chiamò Anxanon in onore del fratello Anxa.

La città antica si estendeva su tre colli, in vista dell'Adriatico e della Majella, distinta in quattro quartieri, con nove porte, lungo la cerchia delle vecchie mura, e nove fontane.

Divenuta municipio romano nel II sec. a.C., divenne famosa nei secoli per le sue famose nundinae o fiere, grazie alle quali rappresentò sempre un centro vitale di scambi commerciali.

Nei secoli successivi continuò ad essere un abitato importante, come testimonia anche la costruzione in età romana del Ponte di Diocleziano, l'ardito ponte, che con le sue possenti arcate sostiene la Cattedrale e che ha congiunto per secoli il centro abitato con il "prato delle fiere".

Alla caduta dell'Impero Romano seguirono la dominazione bizantina e longobarda. Nel XIII sec. ebbe un periodo di forte vitalità soprattutto grazie alla politica di Federico II. Fu poi elevata a rango di Civitas nel XVI sec.

Fulcro nei secoli della cittadina fu la Piazza Plebiscito, in cui i quartieri del centro storico si intrecciano ancora oggi con la parte nuova e vitale dell'abitato. Sulla piazza si affacciano edifici-simbolo della città quali la Cattedrale, la Chiesa del Miracolo, il Palazzo Comunale, la torre civica, il Teatro Fenaroli. La vita della città si svolgeva nei quartieri storici che ancora oggi conservano la primitiva conformazione e testimoniano con i molteplici e pregevoli monumenti la vitalità artistica e culturale di questo antico centro frentano.

Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, a causa della crescita economica e demografica, la città si andò sviluppando in modo considerevole verso la parte che era un tempo dedicata alle Fiere cittadine, dando vita alla Citta Nuova.

Le nundinae, le fiere di Lanciano


Rinomata da sempre per le nundinae, le fiere, a Lanciano giungevano mercanti da ogni parte d'Italia e vi trovavano ospitalità per sè e per le loro mercanzie.

L'importanza assunta nei secoli dalle Fiere lancianesi spinse Re Ferdinando ad emanare l'Editto del 1515 che garantiva e legittimava l'ospitalità ai mercanti di "ogni razza e religione". Proprio l'atteggiamento di apertura nei confronti dei popoli di cultura e provenienza diversa hanno reso la città accogliente e cordiale, caratteristiche che ancora oggi si posso attribuire ai lancianesi.

Le Fiere si svolgevano in quella che oggi è la parte nuova della Città e che da Piazza Plebiscito, attraverso il Corso della Bandiera, portava al "Prato della Fiera". In occasione delle Fiere veniva investito il Mastrogiurato, figura d'eccezione, che affiancava il Sindaco e che aveva il compito di sorvegliare la città durante il periodo delle Fiere e assicurava che tutto procedesse nel rispetto della legge.

Visita al centro storico della città


La visita al centro storico della città puo' davvero significare un ritorno a emozioni e sensazioni antiche perchè è ancora possibile ripercorrere e visitare gli antichi e preziosi monumenti che la città conserva con cura e attenzione.

Il punto di partenza ideale è Piazza Plebiscito, intorno alla quale la città si è andata organizzando nel tempo e che ne rappresenta il punto vitale. Fino a qualche secolo fa, infatti, l'abitato era racchiuso all'interno di solide mura, abbattute per permettere l'apertura della città verso la parte nuova.

Partendo proprio da Piazza Plebiscito il visitatore puo' raggiungere gli antichi quattro quartieri medioevali che formavano la città antica: Lancianovecchia, Civitanova, Sacca e Borgo ed ammirare le antiche viuzze, le botteghe e le chiese, le torri, le fonti, le porte di accesso alla città, le mura.

Il percorso archeologico


La visita a Piazza Plebiscito non si puo' esaurire con un giro nella parte superiore, poichè davvero suggestiva puo' rivelarsi la visita lungo il Percorso Archeologico, al di sotto della stessa Piazza. I ritrovamenti hanno confermato una prima fase riconducibile all'epoca romana. Resti di una struttura muraria tardoromana confermano in parte la tradizione secondo cui Il ponte su cui è sata edificata la Cattedrale venne costruito al tempo dell'imperatore Diocleziano.

Più evidente è la fase relativa alla ricostruzione nel 1138 ad opera di Lotario II, dopo la distruzione del Ponte avvenuta nel 1088. A questo stesso periodo sembra risalire la costruzione della chiesa di Santa Maria in Platea poi detta dell'Annunziata. La parte relativa al ponte, alla chiesa e al luogo dove è avvenuto il Miracolo è andata nei secoli interrandosi rispetto all'attuale livello della Piazza. I lavori hanno poi portato al rinvenimento delle, parti sottostanti relative al complesso medioevale precedente all'insediamento francescano. Testimone di questa fase è l'importante affresco raffigurante la Crocifissione di Cristo.

La chiesa dei SS. Domiziano e Legonziano, quando era ormai conosciuta come chiesa di San Legonziano, venne donata ai francescani. Attualmente i Frati Minori Conventuali la custodiscono insieme al Miracolo Eucaristico. La Cattedrale della città invece, intitolata a Santa Maria del Ponte, rappresenta un unicum poichè interamente realizzata sopra il Ponte di Diocleziano.

Lanciano e la musica


La vocazione lancianese nella musica è radicata nei secoli. La città ha dato i natali a Ippolito Sabino, insigne artista del Seicento, a Fedele Fenaroli, musicista del Settecento, a Francesco Masciangelo compositore dell'Ottocento.Altro importante compositore che ha legato il suo nome alla città è Fra' Maria Cipollone, vissuto nella metà dell'Ottocento.

Proprio per valorizzare e promuovere l'interesse nei confronti della musica, sono nate nella città associazioni come il Centro Studi Masciangelo o l'associazione Amici dell musica Fedele Fenaroli. Quest'ultima coordina e organizza l'Estate Musicale Frentana e i Corsi Musicali Estivi che richiamano nella città musicisti di tutto il mondo.

L'amore della città per la musica ha dato vita alla Cittadella della Musica, un grande complesso che occupa gli spazi delle ex carceri di Santa Giovina. Inoltre all'interno della chiesa cinquecentesca di Santa Giovina è conservato un prezioso organo del Seicento, perfettamente restaurato e utilizzato ancora oggi per importanti concerti.

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